Si tratta della pianta della Tenuta di Coltano, realizzata da Giuseppe Santini nel 1697, con l’indicazione delle estensioni macchiose presenti lungo la linea di confine e nell’area compresa fra il poggio alla Sofina e il Campo all’Orzo. Con le lettere A e B vengono indicate le strisce di olmi che si trovano lungo la gronda rispettivamente fra il ponte della Sofina e il passo di san Guido, e fra quest’ultimo e il poggio al Toro, che da quanto si apprende dalle annotazioni riportate a sinistra della tavola, non possono essere venduti in quanto necessari per la realizzazione di paracinte e palanche e per “serrare” dove occorre. Con le lettere C e D si indicano invece le strisce di olmi che possono essere venduti, le quali si estendono lungo la gronda da poggio al Toro fino al padule del Porcile e proseguono fino alla Bassa Nera e alla fonte di Coltano. Con la lettera E si indica infine un’ulteriore striscia di olmi da vendere situata nella gronda del Cotone del Crognolo, fra il padule del Porcile e il padule Maggiore, fino all’aia di Coltano. Per quanto riguarda invece la macchia che si estende dal poggio alla Sofina fino al termine del Campo all’Orzo, nelle annotazioni si spiega che deve servire per la caccia. Nel disegno si riportano anche i fossi adiacenti ai confini della tenuta: fosso de Navicelli, fosso del Carigi, fossa Chiara, fosso del Torale, nugolaio di Titignano, e nugolaio di Parente. Da notare infine i numerosi termini di confine e l’indicazione del palazzo di Coltano con case a simbolo.