La pianta, oltre a mettere in evidenza i confini fra il Marchesato del Monte S. Maria, lo Stato della Chiesa, il Granducato di Toscana, il Ducato di Urbino e la Contea di Montefiore, riporta in maniera decisamente minuziosa i centri abitati – da una parte Borgo S. Sepolcro raffigurato in planimetria e dall’altra quelli di minore importanza rappresentati invece in prospettiva, quali S. Giustino, Cospaia, S. Anastagio – e gli insediamenti di minore entità, come i poderi ed i villaggi, diffusi sul territorio, così come i monti (Monte Pegliole, Monte Falcone), le valli ed i corsi d’acqua, quali il fiume della Vertera, il fiume di Val di Monte (con il “fiumicello, che fa è Gamberi”), il fiume di Passano, il fiume di Cantone, il fiume di Parnacciano, il fosso dell’Arzenchi, il fosso di Pullolo, il fosso di Rogno, il fosso di Vallaconi e infine il fosso di Maringrae. Il documento è conservato all’interno del cannone 6 insieme alla c. 5b.