Accurata rappresentazione policroma dell’acquedotto di Castiglione della Pescaia realizzato da Leonardo Ximenes fra il 1768 e il 1773, che dalle quattro sorgenti della Fonte al Fico (aaaa), attraversando l’area compresa fra i poggi Lunghi, di Sassobianco e del Vaccaio e la valli di San Guglielmo, di Loro, delle Carbonare, di Borgina e di Belvedere, conduce le acque al centro abitato e quindi alla fonte ed ai lavatoi pubblici. La pianta era originariamente allegata alla relazione riguardante il restauro dell’acquedotto.Come si apprende dalle annotazioni, il colorito rosso sta ad indicare i rami del condotto “che sono fuori di terra, e isolati”, mentre il colorito nero quelli che sono “a fior di terra o sotterrati”. Si spiega inoltre che con la lettera -b- vengono indicati i respiri del condotto, con la -c- i catini di terracotta per la depurazione delle acque, con la -d- il bottino di riunione delle acque delle quattro sorgenti, con la -e- il ramo di condotto che in estate introduce l’acqua del fosso della Fonte al Fico (a cui “converrebbe rinunziare”), con la -f- l’abbeveratoio al principio di Valborgina, con -gh- i rami del condotto ricoperti con la terra delle fosse, con la -i- il fontanile di Santa Maria, con la -k- la cappella di Santa Maria, con la -l- la Portaccia, con la -m- la fonte pubblica di Castiglioni, con la -n- i lavatoi pubblici, e infine con la -f- la capanna di recente costruzione per operare il restauro. Sono riportati anche gli archi e il mulino di San Guglielmo, i fossi del Fico e di San Guglielmo, i vari ponticelli e le numerose proprietà presenti in località Vigne e scendendo verso l’abitato (vigna Murata del Camaiori, Moni, Gentili, Borri, Giatti, Carini, Caifassi, Rossi, Angiolucci, Orsini, Gherardi e Camaiori). Da notare la vegetazione restituita mediante l’uso di simboli e colori e i diversi poggi a rilievo. Oltre a quelli già citati vengono riportati anche i poggi di Belvedere, il poggio di Carnesecca e quello del Molino a Vento. L’abitato di Castiglione viene raffigurato indicando il caseggiato posto in prossimità della fonte.La carta è segnata come “D”.La data attribuita alla carta è quella riportata nella relazione a cui la carta era originariamente allegata.La scala è assente anche se nelle annotazioni si precisa che “i Numeri posti lungo il condotto indicano Canne di Braccia Cinque l’una Fiorentine”.