Si tratta della pianta delle case situate nel Castello di Altopascio, che sono state concesse a livello ai fratelli Baroni “per loro e loro Terza generazione Masculina” per un canone annuo di scudi 8 con l’obbligo di spendere scudi 60 (nell’arco dei sei anni di contratto) per i “risarcimenti” delle case, di accollarsi tutte le “gravezze”, di non alienare i beni e di incorrere nella caducità per il debito di due annate di canone. La pianta risulta approvata da Domenico Baroni “in tutte le sue parti”.