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Pianta delle paludi che si ritrovano a Ponente della Città di Livorno nella quale si dimostrano le operazioni fatte e da farsi per il loro prosciugamento

Datazione: 1753, marzo

La mappa è abbastanza simile, seppure più schematica, rispetto alla figura 307 dello stesso fondo. Raffigura la pianura tra il Calambrone e Livorno con nell’interno le residue aree palustri (Galanchio, Portacci, Paduletta e Gran Padule, in parte ridotti a casse di colmata con le torbide dei rii Cigna e Ugione), la Toretta navigabile e le macchie di Tombolello e Sovese/Suese, perimetrata ad est dalla Strada Maestra Livornese e percorsa dal Canale dei Navicelli e dal Fosso Vecchio dei Navicelli abbandonato; più vicino alla città si indicano, in aree ormai coltivate, il Fosso delle Chiatte. Nella parte a mare dell’antico Porto Pisano, detta appunto Portacci, sono localizzate la torre del Marzocco, una “Torraccia” e due “Torraccie”. La legenda precisa con colore rosso l’area dei terreni già acquitrinosi e ora resi coltivabili mediante le colmate e i canali di scolo aperti fino al mare. Figura analoga è al n. 309 dello stesso fondo.

Archivio:

Fondo:

Raccolta:

Autori:

Dimensioni:

Larghezza 740 mm, altezza 540 mm
:

Orientamento:

nord in alto

Scala grafica:

braccia tremila fiorentine

Unità di misura:

braccio fiorentino
Imago Tusciae
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