Si tratta della pianta del secondo piano del palazzo pretorio di Scansano dove si trova l’abitazione del Pretore con la sala di udienza, tre camere, due salotti, una sala, una cucina e un luogo comodo. Questo disegno viene inviato il 6 giugno 1852, insieme alla pianta del primo piano dell’edificio dove si trova l’abitazione del cancellire, dall’ingegnere distrettuale Giovanni Biagini al Prefetto in seguito ad una controversia sorta con il Municipio di Scansano per l’occupazione di una parte delle due abitazioni durante la realizzazione delle nuove carceri. In base alla modifiche apportate al progetto dell’ingegner Emilio Baldini (30 ottobre 1849) dal Consiglio degli Ingegneri, vengono occupate la stanza adibita a legnaio del pretore al piano terreno (stanza n. 10 della pianta allegata alla perizia Baldini), una stanza dell’abitazione del cancelliere, parte delle stanze n. 26 e 44 dell’abitazione del pretore.
La carta non è numerata e si trova all’interno del fascicolo “Carceri di Scansano. Documenti che formano corredo alla Rappresentanza del dì 8 giugno 1852”.
Cfr. tutta la documentazione presente nella filza, in particolare la “Perizia addizionale all’altra del 30 ottobre 1849 riguardante la riduzione, e nuova costruzione delle Carceri Pretoriali di Scansano” con le allegate tavole che mostrano le variazioni proposte dal Consiglio degli Ingegneri, e la “Seconda Relazione e Perizia per la costruzione delle nuove Carceri Pretoriali di Scansano e per la riattazione di quelle ora esistenti” scritta il 30 ottobre 1849 dall’ingegnere Emilio Baldini, in Prefettura Granducale Preunitaria 654.