Pianta riguardante la confinazione di un’area “coltivabile, machiosa e prativa” della Mensa Episcopale di Grosseto, la Pieve d’Istia “et altri luoghi Pij Ecclesiastici che possidono Beni in quella Corte ” e la Comunità d’Istia d’Ombrone. Per effettuare le operazioni di misurazione vennero incaricati i seguenti ingegneri: Francesco Gambardi per parte della Menza di Grosseto, Lorenzo Biagioli per parte della Comunità e Spedale di Istia, mentre il Dominici ingegnere del Magistrato “per fare e levare la pianta delli detti luoghi, e differenze “. In un altro documento si parla di una pianta dei sopraindicati luoghi eseguita da un certo Cerelli, pubblico agrimensore nel 1642. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 1730, ins. 8, Istia con la Mensa Episcopale, Oratio Veltroni Cancelliere, 1692, ottobre 28, cc. 223 – 226.