Si tratta della pianta delle vigne della fattoria granducale di Castello poste a confine con i beni della Chiesa di Castello, il podere del Poggio (di proprietà del sig. Giovan Battista Covoni), la proprietà Gondi, il podere della Covachia (di proprietà granducale), il giardino della Topaia, la strada che viene dalla Castellina, il podere di Malafrasca (di proprietà Dei), i beni delle Monache di S. Lucia, la strada che va alla Peraia, il “salvatico” dietro il palazzo della Petraia (proprietà granducale) e infine con il terreno olivato e vitato di pertinenza del podere dell’Arco, che si trova lungo la strada che viene dalla Petraia e passa a Castello, in prossimità del quale vi è anche l’edificio adibito a quartiere dei “cochieri” e del giardiniere. Da notare la precisa indicazione di ogni singolo vitigno (ordinario, greco, moscadello di Marsilia, trebbiano di Spagna, trebbiano di Brusella, Albiglio, etc..) ed anche dello “schogletto” (A) coperto da alberi da verdura, del pratello (B), del paretaio (C), dei bottini del condotto (D), dell’uccellare per i tordi (E) e infine del quartiere degli stallieri (F).