Il territorio inquadrato confina: a nord-ovest confluenza della Chiana in Arno, a nord l’Arno, a nord-est ed est il fiume Chiassa, a sud-est il fiume Cerfone, a sud Castiglion Fiorentino, a sud ovest Monte S. Savino. Il disegno è, in generale, molto accurato. In un riquadro in basso a destra si trova il “Catalogo delle parrocchie che si contengono in questa pianta”, in cui si elencano le pievi (10) e le parrocchie (49). In basso a destra: “Copiata la presente Carta nell’Ottobre del 1778 da una antica dimostrativa, ed anonima, esistente nella Dogana di Firenze, nella quale i monti sono espressi in veduta, ed in questa sono notati in Pianta, per distinguere il Piano dal Montuoso. Ferdinando Morozzi fece M°. pp°”. Non compaiono le coordinate. L’orografia è resa in modo particolarmente incisivo: le aree pianeggianti sono in verde chiaro sfumato, quelle montuose in scalature di grigio: sono evidenziate le cime dei rilievi più alti tramite una specie di cratere e il toponimo “Cima di…”. Anche le strade, così come l’idrografia, sono particolarmente dettagliate. Gli insediamenti sono rappresentati con singole casette o gruppi, in alzato, in modo molto più accurato del solito: si fa uso, infatti, di tante varietà di simboli, probabilmente in molti casi con riferimento reale al luogo o al singolo edificio (con torre, senza torre, con mura, ecc.). La croce indica le parrocchie. Arezzo è indicato con la planimetria del circuito murario e si evidenziano la fortezza e 4 porte. Per alcuni luoghi (quelli posti in zone di confine fra comunità) si indica a lapis la comunità di appartenenza. Una pianta di tutta la Diocesi di Arezzo venne eseguita nel 1793 da Luigi Giachi ed è conservata nella raccolta praghese (SUAP, RAT, 137).