Nella tavola è raffigurata la pianta del mulino di Pratale con orticello annesso, appartenente allo Scrittoio delle Regie Possessioni ed utilizzato da anni come ricovero di poveri pigionali. L’edificio situato nel “Popolo di S. Stefano” a Pisa, dopo l’abolizione della privativa sulla lavorazione delle polveri, era tornato a far parte della proprietà ed amministrazione dello Scrittoio e con il tempo aveva perso la sua funzione di mulino a causa di una diminuzione delle acque del fosso Macinante di Santa Marta, tolte per garantire il funzionamento delle Mulina di Pisa e per facilitare la navigazione delle merci che dal Serchio venivano trasportate al fosso in questione. L’edificio nel 1786 viene chiesto in vendita (e di fatto acquistato) dai fratelli Giuseppe e Biagio Venturi per scudi 200 da pagare in due rate, una al momento della stipulazione del contratto e l’altra al termine dell’anno successivo. La pianta era originariamente allegata ad una precisa relazione descrittiva della proprietà fatta da Giovanni Pacini il 7 novembre 1786. Cfr. ASFI, Scrittoio delle Regie Possessioni 1449, neg. 546.