I fratelli Avunti, Magnani ed il sig. Angelo Tamburini chiedono di poter costruire dei fabbricati lungo la strada provinciale da Scansano a Manciano. Dal rapporto scritto dall’ing. Moretti, dopo aver effettuato il relativo sopralluogo, si apprende che la concessione può essere rilasciata. Il Moretti stabilisce inoltre alcune regole che devono essere rispettate durante la realizzazione dei fabbricati, come ad esempio l’innalzamento dei muri ad una distanza di 2 braccia dalla spalletta di muro presente lungo la strada e la costruzione di una zanella lungo ciascun fabbricato nel caso in cui non venissero sistemati dei canali di scolo lungo i tetti, o questi fossero inclinati sulla strada. A questo documento è allegata una schematica, ma efficace, pianta ad acquerello e china del tratto di provinciale da Scansano a Manciano, nella quale si riportano i fabbricati in questione, un altro fabbricato costruito dal sig. Bianchi in prossimità di questi dalla parte opposta della strada, l’indicazione delle mura del Mulino del Bianchi, l’indicazione della spalletta in muratura che corre lungo la strada e la piazza Armelani, da cui parte la strada stessa, con la cappella e la fabbrica Armelani. Viene inoltre indicata la larghezza della strada, che risulta essere di 12 braccia e di 10,5 braccia in prossimità del fabbricato del Bianchi costruito abusivamente sul ciglio della banchina della strada. La data quella riportata nel rapporto a cui la carta è allegata. Si vedano anche le cc. 565, 578-579r, filza 93, la c. 18 (pratica n. 39), filza 387 e infine la c. 9r (pratica n. 8), filza 392.