La pianta vuole mettere in evidenza la precaria situazione idrografica della pianura della Chiana a confine fra Granducato e Stato della Chiesa, dal Ponte di Valiano nei pressi dell’omonimo paese, fino al muro di Catalone, indicando con precisione in legenda i manufatti di regimazione che si presentano in avanzato stato di degrado. Da notare: i torrenti Salcheto e Salarco ed i fossi di Pozzuolo e Valiano che convergono nelle Chiarine; il fiume Parce che sbocca nel Chiaro di Montepulciano seguendo un tracciato simile a quello attuale (con due alvei abbandonati: uno con sbocco nel Passo alla Querce e l’altro con sbocco nel Chiaro di Chiusi); il fosso di Gragnano che, con direzione quasi rettilinea sbocca nel Chiaro di Chiusi ed i fiumi Tresa ed Astrone che si riversano nel padule nel tratto compreso fra il Chiaro e l’argine di Buterone. Con precisione si riportano anche il complesso sistema di argini, la maglia insediativa (con i centri abitati di Chiusi, Città della Pieve e Valiano,e gli insediamenti sparsi come le varie osterie, le numerose case coloniche e in particolare la fattoria granducale di Acquaviva), ed infine i numerosi porti sul Chiaro di Montepulciano (Porto de Bufali, Porto di Bino, Porto della Fonte di Pancaldo, Porto di Pietreto). Nella parte superiore della tavola è riportato il profilo di livello dalla Torre di Buterone (B) fino alla Torre di Beccati questo (A) con gli alzati delle due torri. La scale sono riportate sia in misura romana che fiorentina. Per la pianta: scala di canne 1000 romane e scala di canne 500 di braccia 6 l’una fiorentine a terra che fanno un miglio. Per i profili delle torri A e B e il muro di Catalone C: scala di 10 canne romane di palmi 10 l’una; mentre per le altezze dei profili di livello: scala di canne 20 romane. In basso sono riportati anche i segmenti corrispondenti al palmo romano d’architetto (= 220 mm) e al mezzo braccio fiorentino a terra (= 272 mm). Il documento è conservato all’interno del cannone 9.