La presente pianta raffigura la fattoria di Poggio Imperiale con gli undici poderi che la compongono, denominati rispettivamente: “del Palazzo”, “di Barbadoro”, “del Santuccio”, “del Guasto”, “della Luna”, “della Colombaia”, “delle Monache”, “del Monte”, “della Casa”, “del Titi alla Tinaia” e “del Ronco al Titi”. E’ evidente l’uso e la sistemazione del suolo (olivato, vitato e fruttato), la suddivisione degli appezzamenti, gli stradoni interni, i fossi di scolo e la dislocazione degli edifici. Questi sono rappresentati simbolicamente in prospettiva, fatta eccezione per la villa di cui si riporta invece la planimetria, ponendo particolare attenzione all’ampio e articolato giardino che la circonda. L’intera proprietà confina con i beni delle monache di S. Matteo in Arcetri, i beni Conigiani, la strada che va a S. Felice, i beni del cav. Portinari, i beni del Vaj di Prato, quelli del conte d’Elci, la strada che va a S. Felice, i poderi delle monache di S. Gaggio, i beni del marchese Gerini, i beni del sig. Cammillo Capponi, i beni Fiorilli, i beni dei monaci di Cestello, la via Romana, la via che viene dalla Pace, la strada Vicinale, il podere della Carretta di proprietà Chellini, i beni del marchese Giugni, i beni del cav. Bolgherini, la strada che viene da S. Giorgio, i beni del marchese Bartolommei, il podere della Dispensa di Domenico Pini ed infine i beni del marchese Renuccini.