La carta raffigura la zona compresa fra Crespina e Lavaiano, il Mar Tirreno fra Bocca d’Arno e Livorno (in pianta col suo porto a destra), Collesalvetti e Pisa (in pianta) e l’Arno. Al centro si trova pertanto tutta la complicata rete idrografica dell’Armaccio, Fosso Reale, Stagno, Calambrone, i paduli di Coltano, il Canale dei Navicelli, i “diacci delle masserizie” (sic), le capanne e le Lame del Tombolo livornese (Larga del Lecciotorto). Pochi sono i particolari paesistici: è indicato soltanto il reticolo idrografico e stradale e qualche abitato, ma sempre in modo molto preciso e con la segnatura dei nomi. Si tratta insomma di una completa ed utilissima “fotografia” della rete fluviale e stradale della pianura meridionale pisana nel Settecento. La pianta originale del Falleri, di cui questa è una copia, nacque a corredo della visita promossa dalla Reggenza Lorenese nel 1740 ed effettuata da Pompeo Neri e Tommaso Perelli in tutta la pianura.