Bella rappresentazione policroma della Bandita di Selva Piana spettante alla comunità di Manciano e al Benefizio di San Carlo, con l’indicazione dei confini (Pietro Repenti, buche del Londini e i territori di Manciano, di Sovana e di Saturnia), dei corsi d’acqua (il torrente Stellata, i fossi dell’Acquaviva, dell’Acquaiolo, del Pugliano, del Fornacciolo, dell’Appaicci, il botrone del Pugliano e quello fra i due cavallini di Selva Piana), della strada che dal Fornacciolo va al Punton dell’Esca e infine dell’uso del suolo (bosco e pascolo) reso accuratamente con simboli e colori.Giovan Battista Boldrini viene incaricato dal cancelliere comunitativo di Pitigliano di misurare la bandita, determinarne i confini e separare la parte di moggia 31 e staia 16, spettante al Benefizio di San Carlo da quella di moggia 63 e staia 8 appartenente alla comunità di Manciano.La prima denominata “il Poggio d’Eugenio” è compresa fra la strada che dal Fornacciolo va al Puntone dell’Esca, il botrone fra la Stellata e il Puntone dell’Esca, una parte del torrente Stellata, una parte del fosso del Pugliano, il botrone fra i due Cavallini di Selva Piana, il territorio di Sovana e quello di Manciano.La seconda viene suddivisa in due porzioni rispettivamente di moggia 26 e staia 10 e moggia 36 e staia 22. Quella di minore estensione, detta “del Pastorello”, è compresa fra il fosso dell’Acquaiola, il torrente Stellata, la strada che dal Fornacciolo va al Puntone dell’Esca e le buche del Londini. L’altra viene ulteriormente suddivisa in due porzioni, la prima detta “di Pugliano” è compresa fra il fosso dell’Acquaviva, il torrente Stellata, il fosso del Pugliano e il territorio di Saturnia, mentre la seconda denominata “podere di Righetto” è compresa fra il fosso del Pugliano, il territorio di Saturnia, il territorio di Sovana e il Botrone fra i due Cavallini di Selva Piana. La data attribuita alla carta è quella riportata nella documentazione scritta.