La carta, redatta nel 1815 dal “pubblico agrimensore” Carlo Belli, si riferisce agli appezzamenti sottoposti ad imposizione (a scopo di gestione e di manutenzione idraulica) nel “circondario” del Torrente Petreto, modesto affluente di sinistra del Tevere, che interessa la pianura di fondovalle nel territorio di Sansepolcro.
Vi sono rappresentati con acquerello di diversi colori gli appezzamenti, contraddistinti da un numero progressivo e dall’indicazione del proprietario, con le relative delimitazioni, raggruppati in aree individuate con diversi colori e l’idrografia principale (fiume Tevere, torrente Petreto e torrente Fiumicello, che come si evince dalla carta era in precedenza tributario del Petreto, ma è stato successivamente deviato nel Tevere) e quella secondaria, composta da “tutti i rii e fossi di scolo”. Sono indicate, con diverse simbologie, anche “tutte le strade comunali, vicinali, ledere e passi”, oltre a “case, fabbricati e muri”. La carta è corredata da indicazioni toponomastiche essenziali riferite a viabilità e idrografia.
La lunga nota descrittiva posta in alto a sinistra attesta, tra le altre cose, che la carta è stata disegnata a seguito di accurate misurazioni effettuate con strumenti topografici e contiene la legenda della simbologia utilizzata, mentre la rosa dei venti indica che la carta è orientata con il nord-ovest in alto. In basso si trova anche un’elaborata scala grafica basata sull’unità di misura di “canne centodieci di braccia undici per canna lineali fiorentine a panno”.