La mappa scritta in francese (risalente al tempo della Reggenza di Richecourt) raffigura le varie destinazioni d’uso della tenuta granducale, con i suoi boschi di alto fusto e cedui da taglio, con le sue terre lavorative e le praterie per l’abbondante bestiame allevato. Vengono chiaramente indicati i fossi e canali e le aree acquitrinose e i pochi insediamenti rurali e capanne, con la Torre Riccardi tra la foce del Serchio e del Fiume Morto. La carta venne disegnata per l’intervento alle numerose palizzate (da restaurare o fare ex novo) per recinzione di coltivi e pasture, come si desume dalle annotazioni e dalla colorazione dei medesimi recinti.