La mappa rappresenta la descrizione che l’autore riporta nell’articolo II dal paragrafo 39 al 50 e nell’appendice XXXIX. Sono indicati: i fossi naviganti e altri canali che univano le parti più profonde del padule (i chiari) all’acquitrinio. Tutto il resto consisteva in un’area palustre ingombrata da “foltissima macchia di erbe palustri”.