La mappa poderale raffigura a volo d’uccello l’azienda detta anche Casetta a Corneto di proprietà di Nicolò Doni, con altra vecchia casa poderale “abruciata” e vari pezzi di terra separati, il borro di Vicano e l’indicazione dei proprietari confinanti (monaci vallombrosani, chiese di Diacceto e Magnale, cappella di Tosi, ecc.). I terreni appaiono per lo più boschivi e in parte minore seminativi. I numerosi richiami numerici fanno riferimento soprattutto ai confini, evidentemente controversi.