Si tratta di uno schizzo a china della porzione n. IV della Bandita di Pecora Vecchia denominata “Campo Ruffaldo, Poggio di Checco, Ronco Brutto, il Borgognano e Poggio di Botricoli”, posta a confine con il torrente Pecora, la Mensa Vescovile di Massa Marittima, il pricipato di Piombino, il fosso Acqua Nera, la strada di Campiglia e la proprietà degli eredi Casanori. Nelle annotazioni poste in alto a sinistra si spiega che il terreno compreso fra la linea di confine con lo stato di Piombino e la linea tratteggiata è quello in cui il sig. Bianchi ha eseguito il “taglio a carbone” a danno della comunità di Massa Marittima.La data viene attribuita in base alla documentazione scritta.Si vedano anche le cc. 175v-176r, 182r-183r, filza 602. Tutte le piante in questione vengono realizzate in funzione della causa promossa dalla comunità di Massa Marittima contro Pietro Bianchi per avere effettuato il taglio in questione.