La mappa è la descrizione dei possedimenti sotto la giurisdizione del comune di Porcari; in basso, all’interno di alcuni beni chiaramente delimitati, compare la scritta: vendita; accanto ad essa una seconda scritta: Arnolfini Penitesi. Appena sopra, compare il tracciato di un corso d’acqua recante la scritta: fossa di lunghezza 84. Adiacente alla fossa, è presente una via il cui percorso interseca la fossa della Stiantata, e che rappresenta anche la divisione dei vari beni. Gli unici colori adoperati sono il rosso e il celeste; la rappresentazione è per lo più geometrica.
La parola “venditari” chiama immediatamente alla memoria un evento particolare della storia commerciale della famiglia Arnolfini: dopo la morte del fondatore Jacopo, gli eredi costituirono la nuova società: Eredi di Jacopo Arnolfini, Bernardino Viviani e Ludovico Penitesi, di cui facevano parte, oltre ai soci nominati nella ragione sociale, i quattro figli di Jacopo Arnolfini, Vincenzo, Francesco, Giovan Battista e Silvestro. Di essi, Francesco e Silvestro erano maggiormente interessati alla compagnia, mentre Vincenzo e Giovan Battista avevano i loro principali interessi in una società commerciale di Lione, insieme a Bernardini e Guinigi, con filiali ad Anversa, Marsiglia e Lucca; le compagnie restarono però strettamente legate, tanto che il fallimento, nel 1574, della compagnia di Vincenzo e Giovan Battista, fu seguito a pochi giorni di distanza da quello della compagnia Figli di Jacopo Arnolfini. L’enorme passivo accumulato da questa compagnia, 200.000 scudi, spinse, nel 1577, i creditori a mettere in vendita parecchi possedimenti appartenenti alla società; Giovan Battista, da Anversa, inviò a Lucca il proprio consenso alla vendita dei beni. Per questo nel 1579 ebbe una vertenza che lo oppose ai fratelli Francesco e Silvestro. Alcuni dei beni che furono oggetto di vendita a causa del fallimento della società erano situati nei comuni di Paganico e di Porcari. A questi ultimi, a quanto pare, fa riferimento la presente mappa.