Per far fronte al problema delle continue inondazioni del piano di Buriano e di quello degli Acquisti, l’ingegnere ispettore Antonio Lapi, propone l’esecuzione di lavori di escavazione e ripulitura del fondo del fiume Bruna, lungo il tratto compreso fra la Steccaia del Molino degli Acquisti e il punto in cui sbocca nel padule di Castiglione della Pescaia, presso il termine delle Solcaie o degli Spargitoi.In altre parole il Lapi propone di dare al fondo del fiume un andamento più regolare liberandolo dagli accumuli di terra, ghiaia e legname. Suggerisce inoltre di allargare l’alveo del fiume in alcuni punti, di protrarlo fino al termine della Barbaruta e per 1600 braccia verso la volta del Chiaro della Meloria, e di di aprire un “viaggiolo” che dal termine delle 1600 braccia giunga appunto fino al Chiaro della Meloria, per dare corso alle acque. Nella tavola si riporta il profilo longitudinale del tratto di fiume in questione, con l’indicazione degli argini (linea verde), del livello di massima escrescenza (linea azzurra), dell’andamento irregolare dell’attuale fondo (linea marrone) e di quello del nuovo fondo (linea rossa). Sono presenti anche le sezioni trasversali che mostrano i lavori che devono essere eseguiti (c. 38). La scala è di braccia fiorentine 20 (= 233 mm) per le altezze e di braccia fiorentine 1500 (= 175 mm) per le lunghezze. La carta, segnata come tavola “A”, era originarimente inserita all’interno della relazione scritta dall’ing. Lapi. Tutta la documentazione scritta attinente all’affare fa parte della pratica n. 52 “Lavori di escavazione, riduzione, e mantenimento del fiume Bruna. Contratto del 12 marzo 1828 e due Perizie del 20 agosto 1827, e 16 gennaio 1828”. Si vedano anche le cc. 260v-261r, 345, filza 2.