L’elaborato grafico, dallo stile non troppo curato, è suddiviso in due riquadri. In alto, si trova il “Prospetto del Ponte di Camparboli vicino a Sciano nel fosso detto il Botro” dove sono evidenziati i “muri nuovi” (in giallo), i “muri vecchi” (in nero) ed il pelo dell’acqua ad un’altezza di braccia 15 dal piano della Strada. Sotto, si ha la “Pianta del Ponte di Camparboli vicino Asciano da farsi di nuovo nel fosso detto il Botro” dove oltre ai già citati muri (“nuovi” e “vecchi” rispettivamente alle lettere A e B), sono disegnati anche il “Pilastro vechio rovinato” (lettera C), il “Muro che va levato” (lettera D), l’”Adrizzatura del greppo” (lettera E) e la “Steccata da farsi” (lettera F). Si rendeva necessario effettuare il “risarcimento” del ponte detto di “Camparboli” posto al di sopra del fosso detto “Botro”, lungo la “Strada di Valdichiana” nelle vicinanze di Asciano (Siena). La raffigurazione potrebbe anche essere stata eseguita da Iacomo Franchini che in quegli anni divenne il nuovo capomaestro delle Strade. La direzione dei lavori, comunque, fu senz’altro affidata a Niccolò Franchini. Quest’ultimo infatti è l’autore di quasi tutte le relazioni contenute nel fascicolo che riguardano quest’affare. ASS, Quattro Conservatori 1987, ins. 3 <