La pianta raffigura il podere della Risaia di pertinenza della fattoria granducale di Altopascio. Esso confina con lo scolo di Montecarlo e i poderi della Prata, del Meazzi, primo delle Colmate e delle Capanne. La rappresentazione mette in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreno lavorativo vitato, pioppato, fruttato e gelsato; terreno prativo; terreno ortivo e sodo), la suddivisione dei campi, i fossi di scolo (come ad esempio quelli della Pescia Vecchia, del Pesenti e del podere delle monache di S. Maria Nuova), le strade interne e l’ubicazione della casa da lavoratore, che risulta costituita da otto stanze su più livelli, uno stanzino per i maiali, un forno con loggetta e un pollaio. Vi sono anche una tettoia ad uso di tinaia (con quattro tini di 250 barili circa) ed una capanna con mangiatoia. Nell’aia sono presenti infine un pozzo “murato” con pila in pietra e tre stolli. La pianta viene approvata da Bernardino Montanelli livellario del podere.