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[Steccaia che conduce l’acqua del fiume Pecora nel torrente della Ronna]

Datazione: [1763-1770]

Mappa dalla tecnica esecutiva esemplare e di ottima capacità espressiva raffigurante le vedute di alcune cittadine dell’entroterra e della costa toscana (Piombino, Suvereto, Castello di Valle, Scarlino, Follonica, Troia, Montione, Pieve) in relazione alla conformazione idrica del padule di Scarlino e della gora “della Follonica”. La carta è stata prodotta in seguito ad una disputa insorta a partire dal 1509 quando la comunità di Massa concesse a quella di Scarlino di poter usufruire dell’acqua del fiume Pecora per far funzionare gli “edifizi” (forno e ferriere) presso “Follonica” a condizione che gli Scarlinesi costruissero la gora e il gorello nel territorio di Scarlino al fine di non recare alcun pregiudizio ai “termini” e confini della comunità di Massa. Le liti, iniziarono dopo che la comunità di Scarlino costruì una steccata, una gora ed un gorello nelle pertinenze di Massa. La questione si risolse solamente con il concordato del 26 maggio 1739 con il quale la comunità di Massa concedeva la steccata e l’incanalamento delle acque della Pecora (per utilità degli edifizi di Follonica) alla comunità di Scarlino, a patto che questa pagasse un canone annuale. Inoltre, poiché per tal affare era stato interessato un campo dell’Opera di San Cerbone sito tra il fiume Ronna e il Pecora, gli abitanti di Scarlino dovevano pagare a questa, ogni anno, nel giorno della festività di San Cerbone un piccolo canone. Secondo la documentazione allegata alla mappa tuttavia, la comunità di Sacralino, almeno fino all’anno 1763, si era sempre servita delle acque della Pecora e della Ronna “senza pagar cosa alcuna” (ASS, Quattro Conservatori 1752, ins. 53, s.n. B). Cfr. ASS, Quattro Conservartori 1752, fasc. “Della Comunità di Massa”, Notizie per la steccaja fatta dalli Scarlinesi nelle Pertinenze di Massa, 1763, maggio 8.

Archivio:

Archivio di Stato di Siena

Fondo:

Quattro Conservatori

Raccolta:

Massa

Autori:

Dimensioni:

Larghezza 585 mm, altezza 448 mm
:

Orientamento:

assente

Scala grafica:

assente

Unità di misura:

assente
Imago Tusciae
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