La mappa, dallo stile non troppo curato, è collegata alla Relazione sulla Strada di Rigoli, di Anton Maria Salvani, datata 24 aprile 1700. La legenda alfabetica (A – F) sulla sinistra contribuisce alla comprensione dell’elaborato. Si noti il basso il disegno degli edifici (in alzato) del “Podere di Sant’Arcangelo de Padri di Certosa”. Il Salvani in compagnia del capomastro (probabilmente si tratta di Iacomo Franchini che in quegli anni aveva sostituito Niccolò) si erano recati in corte di Asciano (Siena) per ispezionare il “Ponte di Camparboli”. Successivamente avevano proseguito il loro viaggio “per la Strada di Rigoli quale Strada è la Maestra, che si parte d’Asciano per andar in Maremma, Vescovado, Ponte d’Arbia, et altri luoghi ” la quale si trovava “dirupata” in più punti e particolarmente nelle vicinanze del “Podere di Sant’ Arcangelo” dei monaci della “Certosa di Maggiano”. Vedendo la via “in stato così irrimediabile” si diressero verso il fiume “Ombrone” dove osservarono una “sgrottatura” o “dilamata” nelle vicinanze della medesima, che andava ingrossandosi sempre più e le steccate che i Padri Certosini avevano posto per “riparare i propri campi ” posti tra il fiume e la citata strada. In virtù di ciò, Salvani ed il capomaestro, decretarono che l’unica soluzione possibile per “riparar la detta Strada, per renderla praticabile ” fosse quella di praticare una “tagliata” al fiume nei beni del Cavalier Giovan Batta Placidi “e per voltare il detto fiume nel descritto taglio, vi è bisogno di due steccate una al principio del taglio et l’altra al fine, acciò che il corso del fiume vada in canale”. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 1987, ins. 30 <