Il disegno, eseguito da una mano poco esperta e con un linguaggio fortemente pittorico, è allegato alla supplica degli abitanti di Pienza (firmata dal gonfaloniere, dai priori e dal cancelliere) con la quale domandano “la sussistenza del Vicariato e Vescovado in Pienza”, in seguito alla soppressione del primo e alla vociferata soppressione anche del secondo. Due lunghe legende laterali spiegano: a sinistra le principali località con tanto di distanze in miglia con il capoluogo Pienza; a destra invece si indicano le distanze con Sinalunga. Con colori diversi sono evidenziati: il vicariato soppresso e il territorio smembrato dalla Diocesi di Pienza (in giallo), compreso il Feudo di S. Quirico; la diocesi ridotta (in cinabro e rosa). Si indicano poi tutte le diocesi vicine: Arezzo, Cortona, Montepulciano, Chiusi, Montalcino e Siena. In pratica, se cerca di rappresentare l’assetto precedente e quello corrente, con la diocesi di Pienza che è stata suddivisa fra quelle confinanti di Montalcino e di Chiusi. Gli insediamenti (tutti i castelli del vicariato e della diocesi di Pienza) e la vegetazione sono disegnati in alzato.