La mappa rappresenta terre lavorative, arginetti e pagliareti. Lungo le vie disegnate a destra e a sinistra della carta scorrono due corsi d’acqua nei quali si possono riconoscere agevolmente, per il profilo, il Rogio a sinistra e la fossa Nera a destra. Il disegnatore ha utilizzato esclusivamente la tecnica a china, con tratto sobrio e flessuoso, unito a una calligrafia chiara e leggibile. Linee ondulate tracciate a mano libera indicano il tracciato dei corsi d’acqua.
La mappa racconta in estrema sintesi una parte importante della storia del lago: la lotta continua per strappare la parte paludosa al suo tratto naturale e renderla utilizzabile all’uomo. La zona dei pagliareti, prevalentemente dislocati nella zona a nord ed est del lago, la zona meno profonda alla confluenza delle acque della fossa Navareccia, sono una vera e propria terra di confine tra i terreni produttivi e quelli improduttivi. La mappa censisce in maniera molto accurata ciò che è suscettibile di fornire un ricavo (terra lavorativa) distinguendolo da ciò che invece non garantisce sempre tale possibilità, rimanendo spesso sommerso dalle acque.