Si tratta della copia “in proporzione minore” della pianta del Veraci del 1722 (c. 73), che dimostra “l’errata” linea di confine che separa il territorio di Magliano, il territorio di Agnino, Escaro e Montecorto, e quello di Soliera nel granducato di Toscana dal territorio di Bigliolo nel marchesato di Olivola, con l’indicazione dei termini.
Sono riportati tutti i termini di confine: “termine di Migliarino”, “termine di Campizzoppi” posto lungo la via che da Fertigliana va a Licciana, “temine del Calessaro di Magliano”, “termine di Cuna alla Casalina”, “termine del Piangnaro”, “termine di Imo Rotolo”, un termine privo di denominazione lungo la via che va a Magliano, “termine di Succiso” sulla cima di Libbiano, un secondo termine privo di denominazione in località Querciatella, “termine del Calessaro”, “termine del groppo alle Macine” presso il canale dell’Escaro, una grotta naturale che serve da termine presso il poggio di Covazzo, “termine di Colle Piano”, “termine del Catro” lungo la via che va a Montecorto e Fivizzano, “termine della Volpara” sul crine del monte omonimo, “termine de’ Corvacchini” lungo la via che va a Fivizzano e infine “termine di Porciglia” nei pressi del fiume Arcinaso. Il documento è conservato all’interno del cannone 6 insieme alla c. 78a.