Il disegno ruota intorno alla descrizione della Linea Rossa che da sinistra in alto attraversa tutta la carta, terminando all’estremità destra in basso, dove compare la scritta “termine alli confini di Buti”. In alto è raffigurato il lago di Sesto; tra il lago e la linea Rossa, nella parte centrale della carta, una colorazione in marrone più scuro raffigura i beni, contrassegnati da numeri di riferimento. Il disegno e la carta sono manchevoli in alcune parti; si interrompono bruscamente nei pressi di Castelvecchio e della Linea Rossa, lasciando spazio a carta bianca. Alcuni rapidi tratti a lapis suppliscano in maniera schematica alle parti mancanti. Il disegnatore si è limitato a raffigurare le parti che lo interessavano, tralasciando i particolari; utilizza due soli colori; l’insieme è privo di contrasto.
Il Comune di Lucca aveva particolare interesse ad una descrizione accurata del lago e delle terre circostanti, sia per l’imposizione delle tasse, sia per l’incameramento di parte dei terreni di bonifica. Nella filza 44 dell’Offizio sopra i Paduli di Sesto sono riportati i beni descritti e le loro vendite, iniziate nel luglio del 1563. Sappiamo però che non tutte le terre trovarono acquirenti: un grosso lotto, più vicino alle sponde del lago e quindi più soggetto a inondamenti, rimase invenduto, quasi dimenticato e fu usato dai contadini del luogo come comunale, mentre, lo ricordiamo, i possessi dei Comuni rurali erano stati completamente alienati a favore del Comune di Lucca.