Il disegno (insieme alla veduta di Campiglia e ad altre 3 del paesaggio visto dal castello) è allegato alla parte delle relazioni che riguarda la visita del granduca Pietro Leopoldo a Campiglia Marittima, dove si descrive il castello e i sui dintorni in modo assai efficace: “Dalla Casa della Magona si va per queste colline e varie salite e strada cattiva, due miglia fino al Castello di Campiglia, situato sopra un monte e tutto in salita […]. Il punto di vista dalla porta del Castello è superbo. Vicino al Castello vi sono vari uliveti e ulivi selvatici rinnestati, molto belli, e che riescono perfetti. Il Castello è cattivo, stretto e sudicio, e il palazzo pretorio angustissimo, e cattivo, avendo il Capitano di Giustizia una stanza sola […]”. In questa veduta si abbraccia il paesaggio costiero, con le isole, verso sud e ovest, da Scarlino e l’isola del Giglio fino alla Corsica e a Capraia, con tutti i punti di interesse numerati e nominati in legenda. Oltre alle numerose torri costiere (tutte rappresentate in alzato) e alle poche sedi umane, si indicano: le aree palustri e le foci fluviali, la cava di ferro di Rio e la pesca del tonno all’Isola d’Elba, i mulini di Torre Nuova.