Archivi: Persone

  • Sandrini, Andrea

    Di origine senese, nipote di Raffaello Pagni o di Pagno, Andrea Sandrini nel 1588 è capomastro dell’Ufficio dei Fossi di Pisa, poi ingegnere dei Capitani di Parte Guelfa di Firenze; lavora anche per l’Ordine di S. Stefano. La sua attività risulta documentata tra il 1588 e il 1608.

    Nel 1588, come capomastro dell’Ufficio dei Fossi di Pisa, viene incaricato da Ferdinando I della costruzione dell’acquedotto da Asciano a Pisa, detto Fabbrica delle Fonti, che completa nel 1595. Nel 1601 viene eletto deputato del granduca, insieme con Gherardo Mechini e Cosimo Pugliani, per una  perizia sul livello della Valdichiana. Nel 1607 compie diverse visite nella zona di Tirli e Pian d’Alma, presso Castiglione della Pescaia. Proprio sul confine con il principato di Piombino, progetta la riduzione del torrente Alma a canale navigabile, da utilizzare per l’esportazione dei prodotti forestali.

    Produzione cartografica

    Percorso dell’acquedotto mediceo da Asciano a Pisa, 1591-95 (attribuita, ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 6a);

    Sorgenti e tratto iniziale dell’Acquedotto di Asciano, 1590 ca. (attribuita, ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 6b);

    Carta della tenuta del feudo di Camposervoli, 1608 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 370);

    Pianta della fattoria della Fonte al Ronco, 1608 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 113/a);

    L’altra parte della Fattoria di Montecchio che seguita in verso a Valiano, 1608 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 113/b);

    Livello della Valdichiana a dì 4 ottobre 1601, con Carlo Maderno, Giovanni Paolo Maggi, Girolamo Rinaldi, Gherado Mechini, Cosimo Pugliani (SUAP, RAT, 261/a);

    Pianta del castello di Montecchio, 1600 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, n. 434);

    La confinazione in Pian d’Alma, 1607 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 645, t. 1, n. 39).

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Archivio di Stato di Firenze, 1991; Barsanti, 1987;Barsanti, 1984; Barsanti, 1992; Barsanti e Rombai, 1986; Guarducci e Rombai, 1999, pp. 71-109; Orefice, 1996; Rombai, 2003; Rombai, 1995; Rombai, 1993; Rombai, 2001; Toccafondi e Vivoli, 1993; Valentini, 1993; ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni; ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni; SUAP, RAT.

    Rosamaria Martellacci

  • Tosi, Pierantonio

    Perito agrimensore, ingegnere dello Scrittoio delle RR. Possessioni e dei Capitani di Parte Guelfa, Pierantonio (o Pier Antonio) nasce a Pistoia (non si conosce l’anno di nascita) e muore il 5 marzo 1740.

    Formatosi presso l’ufficio dei Capitani di Parte, l’11 gennaio 1695 viene eletto ingegnere dello Scrittoio delle Possessioni in sostituzione di Michele Gori – richiamato nei Capitani di Parte –, con gli stessi privilegi, provvisioni ed emolumenti. Vi resta per buona parte della prima metà del XVIII secolo.

    E’ iscritto all’Accademia del Disegno dal 1706 al 1740; lavora anche per l’Ordine di S. Stefano. La sua attività professionale è documentata tra il 1692 e il 1740. 

    Negli anni intorno alla fine XVII sec. lavora alla costruzione di quattro ponti sulle colmate della fattoria granducale del Terzo in Valdinievole e alla sistemazione di parte del nuovo stradone della fattoria (ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 4899, cc. 88v. e 109 r).

    Nel 1705 redige un progetto di ampliamento del Ghetto di Firenze, i cui lavori verranno eseguiti sotto la sua supervisione tra il 1707 e il 1721. Nel 1712 progetta e realizza la Villa del Cassero a Cantagrillo, presso Pistoia, per conto dei Montemagni. Nel 1730 elabora un progetto, insieme a Giuseppe Ignazio Rossi, di un fosso di raccolta delle acque della Gusciana presso il padule di Fucecchio, mentre a Firenze cura il riordino dell’Ospedale di S. Giovanni di Dio. Nel 1733, insieme a Sansone Pieri e a Giovanni Maria Veraci, viene incaricato della definizione dell’alveo del basso corso del Bisenzio presso i Renai.

    Produzione cartografica

    Veduta prospettica del Marchesato di Terrarossa, 15 marzo 1729 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 249/b);

    Disegni preparatori sulle colmate e sugli appoderamenti nelle fattorie granducali della Valdinievole, fine XVII sec. (ASF, Miscellanea di Piante, n. 8);

    Alzato del mulino di Terrarossa, 15 marzo 1729 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 247);

    Pianta originale per la differenze tra Filattiera e Ponticello di Pontremoli annesse alla relazione del 25 novembre 1721 (ASF, Piante antiche dei Confini, n. 89);

    Pianta che dimostra lo stato della differenze di Terrarossa con Aulla…, 1708 (ASF, Piante antiche dei Confini, n. 92);

    Pianta per la differenza di Terrarossa con Aulla…, 1717 (ASF, Piante antiche dei Confini, n. 93);

    Pianta di parte della fattoria di Altopascio, 1695 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, t. 3, c. 5);

    Terminazione della fattoria di Montevettolini, con Francesco Maria Ninci, 1699(ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, n. 83);

    Pianta concordata [fra le fattorie di Montevettolini, del Terzo e di Bellavista], con Vittorio Anastagi, 1735 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, t. 3. c. 34);

    Colmate e appoderamenti da farsi nella fattoria di Altopascio, fine XVII sec. (ASF, Miscellanea di Piante, n. 8/c);

    Planimetrie delle case coloniche da farsi a cinque poderi delle colmate della Pescia di Pescia, fine XVII sec. (ASF, Miscellanea di Piante, n. 8/a);

    Pianta e profilo delle ferriere dell’Accesa, 11 dicembre 1720 (ASF, Magona, f. 2744);

    Carta schematica della Valdinievole, fine XVII sec. (ASF, Miscellanea di Piante, n. 8/b);

    Pianta de due Poderi di Piandaccoli già ambedue attenenti alla Commenda Mendes eretta sotto dì 7 novembre 1607, oggi goduta dal Sig.re Cav.re Giuseppe Bartolomeo Gherardini abitante in Pollonia (…), prima metà XVIII sec. (ASP, Piante dell’Ordine di S. Stefano, n. 57);

    Pianta dei confini pretesi rispettivamente dalla Comunità di Riparbella da un lato e dalla Fattoria di Cecina con la Tenuta di Collemezzano (ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, 527), disegata con Michele Pacini, 15 aprile 1722.

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Barsanti, Previti e Sbrilli, 1989;Barsanti e Rombai, 1994; Barsanti e Rombai, 1987;Piccardi, 2001;   Rombai, 1993; Rombai, 1987; Rombai, 1980; Rombai, a cura di, 1990;Rombai e Romby, 1988;Rombai e Romby, a cura di, 1993;Rombai e Romby, a cura di, 2001;Toccafondi e Vivoli, 1987;Vivoli, 1994;  Zangheri, 2004; Thieme e Becker, vol. XXXIII, 1939; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Piante antiche dei Confini; ASF, Magona; ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni; ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche; ASP, Piante dell’Ordine di S. Stefano.  

    Rosamaria Martellacci

  • Santini, Giuseppe

    Definito da Giovanni Targioni Tozzetti (Viaggi, t. II, pp. 83 e 87) «celebre architetto e abilissimo ingegnere», Giuseppe Santini fu capitano militare, forse della milizia urbana, e Primo ministro a cavallo dell’Ufficio dei Fossi di Pisa; lavorò spesso anche per lo Scrittoio delle RR. Possessioni.

    Padre di Filippo Santini, la sua attività professionale è documentata tra il 1671 e il 1716 ca. 

    Nel 1671 è soprintendente alla costruzione di sei ponti, al restauro del castello di Lari, alla costruzione delle strade fra Ponsacco e le Colline, fra Ripafratta e Lucca, fra Cevoli e le Colline e della Strada Maremmana (Emilia). Progetta inoltre l’escavazione del Fosso Reale, compare nelle opere di normale gestione idraulica, ed è richiesto di numerosi pareri.

    Tra il 1672 e il 1673 si occupa della navigazione del canale di Ripafratta e dei Navicelli, della sistemazione delle fogne di Pisa, della costruzione del Palazzo e delle Logge del Podestà a Pontedera.

    Dal 1677 al 1682 dirige il tentativo di deviare le acque del fiume Versilia a sfociare in mare verso il Cinquale, con la costruzione di una notevole arginatura. Nel 1679 redige il progetto di bonifica del Padule di Guinceri; cura i lavori per la costruzione del campanile di Peccioli e di alcuni ponti sul canale dei Navicelli e i lavori dell’Arsenale Mediceo Pisano per la fornitura di legname e per permettere la navigazione sull’Arno di una grossa galera varata in quell’anno (Fiaschi, 1938).

    Nel 1679 elabora una carta sulla terminazione del padule di Fucecchio, poi riutilizzata nel 1681 da Vincenzo Viviani. Risale al 1686 la redazione, per conto del granduca, di tre mappe del Capitanato Vecchio di Livorno, di cui due, riguardanti la zona di Salviano, Tregolo e Calamosca e la zona del Cigna, Cignolo, Riseccoli e Corallo, attualmente perdute (Relazione Generale del 1777, in ASLi, Comunità, n. 697).

    Nel 1695 firma la stima dell’edificio della ex Dogana, ristrutturato in funzione della costruzione della scala del nuovo palazzo dei Priori di Pisa. Nel 1700 redige la pianta delle fortificazioni pisane; negli anni intorno al 1716 compie una ricognizione del corso dell’Arno nella campagna pisana, insieme al colonnello Cornelio Meyer e a Vincenzo Viviani.

    Produzione cartografica

    Disegno in piante dei beni del Tellini di Calci adiacenti al Baluardo di Porta a Piagge, 1701 (ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 12);

    Pianta delle differenze di Castelvecchio con S. Quirico al Monte dell’Uso, 1695 (ASF, Piante antiche dei Confini, n. 103);

    Pianta del Padule di Fucecchio, 1679 (OXF, V, n. 7; edita in Targioni Tozzetti, 1761);

    Il presente Disegno in pianta mostra come sono situati li beni che sono nella tenuta di Montenero, 1686 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, n. 82);

    Beni che sono nella tenuta di Montenero fatta da me capitano Giuseppe Santini Ingegnere di SAS l’anno 1688 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, n. 82);   

    Carta della Valdinievole (citata da F. Morozzi, cfr. Francovich, 1976, p. 489);

    Pianta della valle o pianura di Bientina Calcinaia e Vico Pisano compresa da monti pisani colline di Montecchio e S. Colomba e fiume Arno, s.d. (poi copiata da F. Morozzi, cfr. Francovich, 1976, p. 504).

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Barsanti, 1987;Azzari, 1993; Barsanti e Rombai, 1994;Caciagli, 1984; Francovich, 1976; Gabellini, 1987;Greppi, a cura di, 1991; Mazzanti, 1984;Rombai, 1993;Rombai, 2003; Toccafondi e Vivoli, 1987;Caciagli, 1995; Nepi, 2003; Melis e Melis, 1996; ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa; ASF, Piante antiche dei Confini; ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni; OXF; ASLi, Comunità.

    Rosamaria Martellacci

  • Tavanti, Giovanni

    Giovanni Tavanti Chiarenti nacque ad Arezzo il 15 aprile 1797; figlio di Francesco, che aveva ricoperto l’incarico per 43 anni di Podestà in diversi luoghi del Granducato. Al 1827 risultava ancora scapolo.

    Fu geometra di seconda classe per il catasto francese, con nomina nel 1812.

    Nel 1819 ebbe l’incarico di Provveditore provvisorio della Comunità di Montaione.

    Fu perito del catasto dal 12 luglio 1823 e fino al 1825 (ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade, f. 1342, fasc. 3).

    Nel ruolo di Ingegnere di Circondario (con nomina del 13 dicembre 1825), fu nel 1826 ad Asciano (in quinta classe); nel 1827-1829 a Montalcino (promosso in quarta classe); nel 1830 a Massa Marittima; nel 1831-32 a Grosseto, dove divenne ispettore, per la Direzione del Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade fino al 1846; dal 1847 al 1849 fu ingegnere ispettore ad Arezzo; nel 1850-1860 risultava “Ingegnere in capo di 1° classe” nel Compartimento Aretino per la Direzione Generale dei Lavori d’Acque e Strade e delle Fabbriche Civili dello Stato.

    Nel 1858 delineò un dettagliatissimo prospetto, dedicato “a S.E. il Ministro di Grazia e Giustizia” e dato alle stampe a spese del Tavanti presso la Tipografia dei Fratelli Giachetti di Prato, riportante dati e informazioni (demografiche, socio-politiche, ecc.) sul Granducato di Toscana aggiornati al 1857 (in ASF, Miscellanea di Piante, n. 256 c).

    Produzione cartografica

    Tavola con 3 disegni sui lavori al traghetto dell’Alberese sul fiume Ombrone, 1830-40 (ASGr, Camera di Soprintendenza Comunitativa, n. 393, f. 27, c. 9);

    Pianta e profili di un tratto di strada amiatina presso Casteldelpiano con il disegno di un opificio idraulico, 1840 ca. (ASGr, Camera di Soprintendenza Comunitativa, n. 388, c. 828).

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Cresti e Zangheri, 1978, p. 224; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 182; Barsanti, Bonelli Conenna e Rombai, 2001, pp. 59 e 67; ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade; ASGr, Camera di Soprintendenza Comunitativa.

    Anna Guarducci

Imago Tusciae
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