Archivi: Persone

  • Boldrini, Giovan Battista

    Ingegnere dell’Ufficio dei Fossi di Grosseto, spesso Giovanni Boldrini (anche Giovan Battista o Gio. Batta) nei suoi lavori si autografa come “Tenente”.

    Tra la metà degli anni ’70 e la fine del secolo, svolse un’intensa attività cartografica come autore di numerosissimi rilievi, perizie e mappe in tutta la Provincia Inferiore Senese, con preferenza per fabbriche pubbliche, strade e canali.

    Per il rifacimento della Strada Siena-Grosseto, Boldrini il 26 febbraio 1776 redasse una relazione sull’intero tracciato al Provveditore dell’Ufficio dei Fossi di Grosseto (ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 710, ins. 1776) (Sterpos, 1977, pp. 7-8).

    Tra i suoi lavori, spiccano per risultati cartografici: la rappresentazione di un tratto del Canale Navigante costruito da Ximenes negli anni ’60 nel padule di Castiglione della Pescaia, tra il Porticciolo di Grosseto e il porto canale castiglionese, con progetto di escavazione di un nuovo alveo, effettuata insieme a Giovan Battista Giudici, su commissione dell’Ufficio dei Fossi di Grosseto (l’intervento fu approvato dal “consulente idraulico ufficiale” Pio Fantoni e reso esecutivo dal granduca nel 1789) (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 22, c. 42bis, sc. 27); la bella e dettagliata Pianta regolare della bandita detta Selva Piana spettante alla comunità di Manciano e in parte al Benefizio di S. Carlo, del 29 marzo 1794 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 601, c. 55r, sc. 253); la pianta di un nuovo tronco di strada da realizzare tra Castiglione della Pescaia e il da poco edificato Forte di S. Rocco (attuale Marina di Grosseto), progetto approvato dal granduca, del 1795 (Grosseto, 24 aprile) (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 32, c. 132r, sc. 38); e la bella e policromatica Pianta delle zolfiere di Pereta, copiata dall’originale dell’ingegnere Giuseppe Maria Zaccheri, allora conservato nell’Archivio dell’Amministrazione Generale delle Regie Rendite, del 6 febbraio 1796 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 603, cc. 440v e 441r, sc. 261).

    Produzione cartografica

    Cinque piante di terreni della Fortezza di Grosseto, s.d. (ASF, Miscellanea di Piante, n. 680);

    Due piante dell’edificio del Casone posto a Grosseto e appartenente alla Comunità, con progetto di modifiche, in collaborazione con l’ingegnere Antonio Capretti, 1784 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 17, cc. 223v e 224r, sc. 15);

    Pianta dell’edificio sede dell’Uffizio dei Fossi di Grosseto, posto nel centro cittadino, in collaborazione con Antonio Capretti, 1784 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 17, c. 205bis, sc. 14);

    Pianta per la realizzazione di nuove stanze nell’Uffizio dei Fossi di Grosseto, Grosseto, 3 marzo 1795 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 31, cc. 679ter e 680r, sc. 37);

    Pianta di un tratto del Canale Navigante nel padule di Castiglione della Pescaia, con progetto di escavazione di un nuovo alveo, insieme a Giovan Battista Giudici, Grosseto, 16 gennaio 1789 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 22, c. 42bis, sc. 27);

    Disegno schematico per un progetto di miglioramento della pesca nel lago di Castiglione della Pescaia, lavoro commissionato dalla Deputazione sopra gli Affari di Maremma e suggerito al matematico Pietro Ferroni, Castel del Piano, 18 agosto 1789 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 22, c. 532r, sc. 29);

    Disegni in pianta di 22 edifici rurali da costruire o restaurare nel Vicariato di Massa Marittima, 1792 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 542, f. III, cc. 1r-22r, sc. 82);

    Pianta della nuova chiesa parrocchiale di Prata, Grosseto, 14 ottobre 1792 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 27, c. 332r, sc. 32);

    Disegno di una nuova cisterna da costruire nel comunello di Pancole, Grosseto, 30 novembre 1792 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 25, c. 204r, sc. 31);

    Pianta del nuovo Palazzo Pretorio da costruirsi nell’Isola del Giglio, 1793, con approvazione granducale (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 25, c. 231r, sc. 32);

    Pianta regolare della bandita detta Selva Piana della comunità di Manciano e del Benefizio di S. Carlo, 29 marzo 1794 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 601, c. 55r, sc. 253);

    Pianta di un nuovo tronco di strada da Castiglione della Pescaia al Forte di S. Rocco (attuale Marina di Grosseto), progetto approvato dal Granduca, Grosseto, 24 aprile 1795 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 32, c. 132r, sc. 38);

    Pianta di una cappella presso Monte Merano, Castel del Piano, 24 ottobre 1795 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 32, c. 388r, sc. 39);

    Pianta delle zolfiere di Pereta, dall’originale dell’ingegnere Giuseppe Maria Zaccheri, 16 febbraio 1796 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 603, cc. 440v e 441r, sc. 261);

    Due piante per la ristrutturazione del Regio Spedale di Grosseto, 1797 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 515, c. 497r, sc. 80).

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Sterpos, 1977, pp. 7-8; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 431; Barsanti, Bonelli Conenna e Rombai, 2001, pp. 42, 51, 63, 65, 80, 89, 92-94 e 109-111; ASF, Miscellanea di Piante; ASGr, Ufficio dei Fossi; ASF, Segreteria di Finanze ante 1788.

    Anna Guarducci

  • Nini, Alessandro

    Ingegnere senese, allievo di Leonardo Ximenes, operò a lungo al servizio del governo granducale, in special modo in territorio senese.

    Collaborò soprattutto con Ximenes sia per progetti di bonifica sia per importanti lavori al sistema stradale. Nella sua carriera – documentata fra il 1768 e il 1813 circa – realizzò decine e decine di progetti corredati di relazioni e cartografie.

    Nonostante tanta operosità, il granduca Pietro Leopoldo definiva severamente il Nini un operatore “di limitata capacità, mediocre soggetto da non se ne fidare nelle sue relazioni”! (Pietro Leopoldo, 1969, I, p. 96).

    Sotto la direzione del matematico scolopio progettò lavori al fiume Astrone nel Cortonese nel 1765-66.

    Nel 1768, Nini fu eletto deputato per le visite ed ispezioni alle fattorie di Valdichiana con il compito di documentare – insieme a Giovanni Franceschi – le condizioni di precarietà e di affollamento delle case contadine: il lavoro venne concluso nel 1775 (Di Pietro, 2005, p. 124).

    Nel 1770 si occupò di progetti di sistemazione viaria nella comunità di S. Casciano dei Bagni, nell’ambito di un più vasto programma di miglioramento della viabilità carrozzabile voluto dal granduca. Il lavoro fu eseguito in collaborazione con Bernardino Fantastici, coautore dei disegni relativi (in ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 82 e 89).

    Nel 1775, Nini venne incaricato di assistere ai lavori di costruzione della Strada Lauretana (Sterpos, 1977, p. 28).

    Il lavoro stradale più importante fu relativo alla strada Modenese. Ximenes lo nominò assistente già alla fine del 1767 e con l’aiuto dei colleghi Fini e Ciocchi provvide ad effettuare le misurazioni e livellazioni dell’intero percorso con i ponti e le poste da costruire. Sotto la guida di Ximenes, gli assistenti Nini e Fini eseguirono misurazioni e lavori tra il 1767 e il 1770, vale a dire “sterri, scassi, ripieni, fogne e massicciate”, nonché muri, ponticelli e ponti importanti (quello sull’Ombrone, e in parte quello della Lima). Fu anche compiuto il rifacimento dell’intero tronco Pistoia-Filiera-Ponte Asinaio. Nel 1771, poi, il matematico incaricò Nini “di ristudiare tutto il tracciato dalla Lima al confine. In particolare, nel 1772 Nini progettò il tratto fra il fosso di Botraia e il valico dell’Abetone con i due ponti monumentali sulla Lima e sul Sestaione, e presentò la sua relazione il 1° maggio 1772. Egli proponeva di correggere la “linea Anastagi” fino al fosso della Botraia, ma con gli accorgimenti di utilizzare quasi tutto il lavoro fatto dall’impresario Tosi. Per il rimanente presentava la livellazione di due tracciati, lasciando ai superiori di decidere. Il primo tracciato si sviluppava nella valle della Lima e misurava 22.695 braccia di cui oltre 9000 “difficili e dispendiose”. Il secondo seguiva a ritroso il Sestaione; era un poco più facile, ma più lungo: 24.734 braccia. Venne preferita nella primavera del 1774, dopo che il granduca ebbe fatto visitare la strada dall’ingegner Salvetti, la “linea della Lima” che scavalcava il Sestaione presso la confluenza con la Lima stessa, toccava Piano di Cici, Pianosinatico e Piano di Livogno, e nella parte più alta attraversava la macchia di Boscolungo, particolarmente adatta con i suoi “bellissimi abeti” a riparare i viaggiatori dai venti (Sterpos, 1977, pp. 25-26).

    Attese ai lavori della via Ximeniana fino al 1777 quando il suo posto fu preso da Grobert. Sempre nel 1772 collaborò ancora con Ximenes per ricercare – attraverso la costruzione di un profilo di livellazione – la linea migliore onde tracciare la nuova strada Modenese sul tratto montano più difficile, con i tornanti da condurre al valico di Boscolungo poi Abetone, o passando per la valle della Lima o per quella del Sestaione, con l’ultima delle quali venne poi approvata dal granduca.

    Fra il nel 1773 e il 1776 diresse la bonifica di Pian del Lago, piccola zona umida ai piedi della Montagnola Senese.

    Sempre con Ximenes, all’inizio del 1775 effettuò la visita alla strada Aretina, al Canale Maestro e ai torrenti Lota e Vingone in Valdichiana.

    Da segnalare che il matematico Ximenes – nella Memoria sulla Carta Geografica della Toscana e sul suo Estimario presentata al governo il 26 dicembre 1777 – inserì il nome di Nini (insieme a quelli di Grobert e Bombicci) fra gli ingegneri che avrebbero potuto affiancare i geodeti ed astronomi toscani (fra i quali l’altro collaboratore Francesco Puccinelli) per la costruzione della Carta Geografica della Toscana.

    Il lavoro idraulico più impegnativo fu senz’altro l’assistenza alle operazioni della bonifica ximeniana di Castiglione della Pescaia prestata fra il 1765 e il 1780 insieme ai colleghi Ciocchi, Fini e Puccinelli.

    Fra il 1779 e il 1785 collaborò ancora con Ximenes ai lavori di riscontro dei confini controversi nella Maremma pisana e grossetana fra il Ganducato e il Principato di Piombino e non poche delle carte dalla salda impostazione planimetrica redatte, in funzione dell’accordo fra i due Stati, insieme all’ingegnere piombinese Giacomo Benassi, furono firmate proprio da Nini: è il caso delle carte dei confini in Val di Cornia (sono tutte in ASF, Miscellanea di Piante, nn. 37 e 517), della Val di Pecora (ivi, nn. 507, 516 e 764), di Pian d’Alma e Gualdo (ivi, nn. 58, 501, 513-514, 518, 520-522, 531, 535 e 545), della sezione nord-occidentale della pianura di Grosseto tra la Bruna e il lago padule di Castiglione (ivi, nn. 503, 506, 515, 519 e 523-529; per altre carte vedi anche ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 17, c. 688r, sc. 18 e c. 689, sc. 19).

    Contemporaneamente, per la precisione nel 1781-83, seguì Ximenes ai lavori di riparazione dell’acquedotto di Castiglione della Pescaia e collaborò col matematico anche per le questioni dei mulini sull’Arbia e della permuta di beni fra i certosini di Pontignano e la famiglia Placidi nel podere S. Arcangelo lungo l’Ombrone presso Asciano.

    Nel 1782, Nini propose la ricostruzione del ponte di Macereto sulla Strada Siena-Grosseto (Sterpos, 1977, p. 31).

    Nel 1782-84 intervenne nella bonifica del Padule d’Orgia, nei pressi di Siena, realizzando, in collaborazione con l’ingegnere Bernardino Fantastici, diversi disegni dell’area e dei corsi d’acqua con i relativi profili (in ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 276-279 e, attribuito, n. 283); il lavoro fu compiuto sulla base di rilievi e misurazioni effettuati nei primi del maggio dello stesso anno sotto il diretto controllo del matematico Ximenes.

    Nel 1785 seguì pure i lavori al fiume Orcia e al nuovo ponte progettato da Ferroni alla strada Senese Romana.

    Alessandro Nini progettò nel 1787 la strada tra Chiusi e Chianciano e quella “per comunicare ai Bagni di San Casciano.

    In previsione della vendita degli estesi beni granducali dell’area, nel 1780, redasse – sotto la direzione di Ximenes – la grande Pianta topografica del Marchesato di Castiglione in scala di 1:8000 circa (ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, n. 109), che presenta un’impostazione planimetrica di tipo moderno e restituisce con grande esattezza l’articolata realtà paesistico-ambientale dell’antico feudo; a parte, sono disegnate in ingrandimento le piante dei paesi di Castiglione e Tirli. Tale rappresentazione può definirsi grandiosa, sia per le notevoli dimensioni, sia per l’immagine complessiva (attenta e ricchissima di particolari) che offre del paesaggio agrario maremmano con tutte le sue singole componenti, compresi i due centri abitati principali resi planimetricamente e in alzato (addirittura con utilissime indicazioni circa l’utilizzo dei fabbricati); da sottolineare anche l’apparato decorativo, con un elaborato cartiglio ed una elegante cornice (Barsanti, 1984, p. 149 e fig. 47).

    Nel 1805 ricopriva il ruolo di Ingegnere alle dipendenze dello Scrittoio delle Regie Fabbriche a Siena.

    Il 31 agosto 1807 risultava inserito nel “Ruolo dei Provvisionati […] delle Comunità della Provincia Superiore Senese”, con 7 anni di servizio e un onorario di 840 lire (ASF, Depositeria Generale, Parte Antica, f. 1648, I, ins. 100).

    L’ultimo lavoro documentato è il progetto, in diversi disegni, del Palazzo Reale di Siena, eseguito nel 1813 (ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, 562-567).

    Produzione cartografica

    Profilo della Strada, che dà San Casciano porta ai Bagni, nel quale si fà vedere la pendenza della medesima, li scolmi, che possano farvisi, e la mutazione, che si propone nel tratto segnato A B, per render meno inclinato, e più agevole il Declive della medesima, 1770 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 89);

    Pianta dimostrativa l’andamento delle due linee livellate per le valli del Sestaione e della Lima, ad oggetto di scegliere la migliore per costruirvi sopra il termine della nuova Strada Pistoiese ecc., 1771 (Sterpos, 1977, pp. 7, 25-26, 28 e 31);

    Pianta dell’andamento del corso presente dei torrenti Ampio e Castigliano, dal Lago di Castiglioni o dell’Abbadiola fino alle radici dei monti, dai quali scendono e Pianta dell’adiacenze di detti torrenti, 1781 (ASF, Piante dello Scrittorio delle Fortezze e Fabbriche, 58);

    Pianta e profilo di un tronco del Fiume Arbia dal ponte nella Strada Romana fino alla confluenza della Sorra in detto fiume, luglio 1781 (ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, 605).

    Pianta d’un tronco del Fiume Mersa, e del Torrente Serpenna nella loro confluenza, ove si vedono i lavori, che converrebbe farsi, perchè l’Influente si unisca felicemente col Recipiente. Profilo della Livellazione del Torrente Serpenna dalla confluenza colla Mersa fino al Ponte al Frasso, attr., 1782 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 283);

    Profilo del Fosso della Serpenna dal suo sbocco nel fiume Merse fino al paletto XX della livellazione posto al di sopra del Ponte al Frasso canne 190 Fiorentine, 1784 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 277);

    Sezioni del fosso della Serpenna dal paletto XX fino alla via della Querciola al di sopra del distretto, N° V, [1784] (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 279);

    Sezioni del fosso della Serpenna nel tronco interposto fra la confluenza del fiume Merse ed il paletto XX della livellazione posto al di sopra del Ponte al Frasso canne 190 Fiorentine, con Bernardino Fantastici [1784] (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 278);

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Pietro Leopoldo, 1969, I, p. 96; Sterpos, 1977, pp. 7, 25-26 e 28; Cresti e Zangheri, 1978, p. 168; Barsanti, 1984, p. 149 e fig. 47; Barsanti e Rombai, 1987, pp. 11, 14, 43, 72, 81, 92 e 190; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, pp. 77, 379-388 e 477; Tognarini, a cura di, 1990, p. 130; Vichi, 1990, pp. 74-76; Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, passim; Barsanti, Bonelli Conenna e Rombai, 2001, pp. 26, 33-35 e 96; Di Pietro, 2005, p. 124; ASF, Depositeria Generale, Parte Antica; ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni; ASF, Piante dello Scrittorio delle Fortezze e Fabbriche; ASS, Piante dei Quattro Conservatori; ASGr, Ufficio dei Fossi.

    Anna Guarducci

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