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  • Mazzoni, Giovanni Nicola

    Agrimensore e poi ingegnere di origine pietrasantina, figlio di Carlo Maria, Giovanni Nicola (anche Niccola o Niccolò) nacque probabilmente a Stazzema in data non precisata, intorno agli anni ’50 del XVIII secolo.

    Sposò Maria Carducci, dalla quale ebbe sicuramente una figlia, Maddalena, nata nel 1796.

    Le prime notizie che abbiamo sulla carriera professionale di Giovanni Nicola risalgono alla fine del 1781, allorché egli concorse, insieme a Patrizio Botti, per ottenere l’impiego vacante di Provveditore di Acque, Strade, Ponti e Fabbriche nella Comunità di Pietrasanta; ma su questi due concorrenti ebbe la meglio Francesco Bindi che si aggiudicò il posto per il periodo dal 22 gennaio 1782 al gennaio 1785.

    Nel 1784 Giovanni Nicola pubblicò un opuscolo sul modo di condurre le livellazioni dei terreni, nel quale criticava apertamente l’operato del collega e conterraneo Agostino Silicani e il suo scritto sui “Principi dell’Agrimensura”; il Silicani reagì con una replica a stampa in cui definiva l’opera del Mazzoni scaturita dalla “insipita e saltellante penna di un certo Giovan Nicola Mazzoni, che non sapevo che fosse Geometra, non avendolo conosciuto poch’anni addietro, che per un mio perticatore”. Da queste poche ma acute parole si deduce che Giovanni Nicola aveva trascorso un periodo di formazione presso il Silicani che era stato, alcuni anni prima, collega del Mazzoni padre (Bramanti, 2001, p. 102).

    Sappiamo con certezza che il Mazzoni, nei primi anni ’80 del XVIII secolo, fu uno dei collaboratori (col ruolo di agrimensore) di Francesco Bombicci per la compilazione delle mappe dell’estimo della Valdinievole (che furono avviate nel gennaio 1782) e della Montagna Pistoiese.

    Egli, nel 1784, nel richiedere una gratificazione (intercedeva a suo favore il senatore Carlo Ippoliti) dichiarava di avere lavorato “dal 15 Gennaio 1782 a tutto Dicembre 1783 nelle misure del nuovo Estimo con ogni zelo, fedeltà e precisione […] per alcune Bandite della Montagna di Pistoia, fra le quali il Teso della R.A.V.I. Il tutto in pericolosissimi monti, e senza verun piano affidato”, e di “aver fatta la descrizione di parte di quei Popoli consistente in dieci mila e più Piante [sic!]”. Allo stesso tempo informava di aver lavorato anche “colla piena satisfazione dei Popoli della Valdinievole, avendo scoperte, corrette, e in parte rifatte le misure di quattro agrimensori, considerando il lavoro dell’Oratore in 5000 quadrati” (ASF, Segreteria di Finanze. Affari prima del 1788, f. 896, Inserto “Collaboratori diversi alle operazioni del Catasto”; v. Prot. 24/8/1784, n. 35 del segretario Pontenani; alcune mappe sono in ASF, Piante dei Capitani di Parte, Carte sciolte).

    Tra gli anni ’80 e ’90 Mazzoni ebbe incarichi dalla Comunità di Seravezza, fra cui l’esecuzione della confinazione con il comune di Pietrasanta e una perizia per la scelta del sito del nuovo camposanto (Boncompagni e Ulivieri, 2000, p. 126).

    Nel 1788 il Mazzoni eseguì l’Estimo del Popolo di San Bartolommeo in Brancagliana, composto di undici piante; è siglato in Pietrasanta da Gio. Niccola Mazzoni in data 18 dicembre 1788 (ASLu, Catasto Mazzoni, registro non numerato).

    Un’altra importante operazione che vide impegnato il Mazzoni, fu la realizzazione dell’Estimo di Pietrasanta ultimato nel 1795, “da tutti reputato – sempre per il Santini – “un capolavoro di quei giorni che Municipio alcuno d’Italia non possedeva al certo”. Dopo questa fatica, secondo il Santini, il nostro cartografo “passò alquanto tempo in Ispagna” (Santini, 1964, vol. 7, p. 384), ma la notizia non trova altri riscontri. 

    La lunga e tormentata vicenda dell’estimo di Pietrasanta merita sicuramente di essere trattata.

    Questa inizia nel luglio del 1784, allorché il Mazzoni – definendosi “uno dei giovani agrimensori del nuovo Estimo”, collaboratore del Bombicci sia in Valdinievole che nel Pistoiese –scriveva al senatore Francesco Maria Gianni per informarlo che la Comunità di Pietrasanta, sua residenza, gli aveva chiesto aiuto per rifare l’estimo. Essendo stato informato che il Bombicci “aveva presentato un Regolamento di fare un Estimo Generale in Toscana”, ma avendo saputo recentemente che il progetto era rimasto sospeso, esponeva la “estrema necessità” di quella comunità di rifare il proprio estimo, soprattutto dopo “la divisione seguita con Seravezza per acquietare i continui reclami”. Informava quindi che il Magistrato e il Consiglio, in data 30 aprile, avevano approvato la formazione del nuovo estimo e chiedeva che il granduca rimborsasse la Comunità delle spese, altrimenti si sarebbero rivolti al confinante Stato di Lucca (ASF, Carte Gianni, f. 46, ins. 539). 

    Nello stesso periodo, il Mazzoni stilò un regolamento per la compilazione del catasto (“Metodo che si crederebbe opportuno per la formazione del nuovo Estimo della Comunità di Pietrasanta”, in 10 punti per la parte delle misurazioni e piante ed in 4 punti per le stime) e continuò ad interpellare il Gianni circa il metodo di dedurre le stime, ritenendo opportuno che si calcolasse non sulla quantità di terreno ma sulla rendita di esso (ASF, Carte Gianni, f. 4, ins. 50). 

    L’estimo di Pietrasanta fu quindi iniziato il 1° gennaio 1785 dall’ingegnere Mazzoni, con una deputazione formata da Francesco Tomei Albiani e Pier Vincenzo Lamporecchi, a norma di un regolamento approvato dal granduca, nel quale si disponeva che le stime venissero regolate sul frutto dei fondi, norma che impediva che si potessero correggere le stime dell’estimo vigente; nonostante ciò, il lavoro procedette fino al novembre 1787 con la redazione delle piante e delle stime.

    Nel settembre 1788 il nuovo magistrato comunitativo, appena entrato in carica, su istanza di alcuni possessori, deliberava però la sospensione di tutto quanto ordinato dal magistrato precedente in materia d’estimo, e nell’ottobre si disponeva che il Mazzoni consegnasse tutti i materiali alla cancelleria e al gonfaloniere e che gli venisse sospeso l’onorario stabilito (84 lire al mese).

    Nel 1789 il Mazzoni decideva di rivolgersi al granduca e al tribunale, chiedendo “che da periti capaci” venisse esaminato il suo lavoro e che si procedesse al “pagamento ben giusto delle giornate perdute, e spese causate”.

    Nello stesso periodo l’ingegnere entrava anche in polemica col senatore Gianni (acceso oppositore delle nuove operazioni catastali), il quale aveva dichiarato che “le comunità nel compilare i loro estimi fanno uno sproposito e che si apre una bottega agl’agrimensori, stimatori”. In risposta il Mazzoni esprimeva il suo disappunto e il suo “dolore”, dichiarando che egli non aveva “sedotta questa comunità a compilare il suo necessarissimo estimo”, ma una deputazione apposita aveva risposto ad una precisa richiesta. Riconosceva però che il cattivo modo di operare dei magistrati comunitativi aveva creato diversi inconvenienti nell’operazione, tanto che, al momento, l’estimo di Pietrasanta era “totalmente informe, mancante di fogli”; egli però non si riteneva la causa di tale situazione, sicuro di aver lavorato diligentemente e onestamente, avendo seguito fin dall’inizio i consigli del Gianni e del Sig. Pier Vincenzo Lamporecchi deputato dell’Estimo. Ed aggiungeva che su duemila persone, soltanto “tre o quattro soggetti di Pietrasanta avevano dato luogo a tutti i disordini”, e che, invece di aiutare e sollecitare, avevano fatto il possibile per “tenere addietro maliziosamente l’operazione” (ASF, Carte Gianni, f. 13, ins. 309). 

    Alla fine del 1791 la complicata situazione dell’estimo di Pietrasanta non risultava ancora sbloccata: nel mese di luglio, veniva dato infatti alle stampe, in Pietrasanta, un breve scritto a firma dell’ingegnere Gio. Niccola Manzoni, intitolato Stato dell’Estimo della Comunità di Petrasanta. Motivi che ritardano l’esecuzione del lavoro, rivolto ai componeneti della nuova Magistratura comunitativa e al granduca (BCGCP, Manoscritti).

    Nello scritto si faceva appello ai nuovi magistrati affinché riconsiderassero seriamente una tale incresciosa situazione: tutto il lavoro effettuato era stato infatti già da tempo consegnato per essere sottoposto a verifica ma, a causa del persistente ostruzionismo di alcuni rappresentanti del governo locale, l’operazione risultava ancora bloccata. In pratica, nonostante i numerosi solleciti, si impediva al Mazzoni di proseguire la sua opera, tenendo letteralmente in ostaggio i materiali da correggere e rifinire; è l’ingegnere stesso che, con tono accorato, lamenta che i fogli erano “racchiusi in un armadio in Cancelleria, quali da se stessi non si lavorano, e non si perfezionano”.

    Evidentemente, la nuova Magistratura riuscì in qualche modo a sbloccare la situazione: la parte cartografica – raccolta in un atlante, intitolato “Plantario originale Estimo Comunità di Pietrrasanta”, per un totale di 102 figure, a scale diverse misurate in pertiche di Pietrasanta – porta infatti la data 31 dicembre 1792 con la firma di Gio. Niccola Mazzoni (ASLu, Catasto Mazzoni, registro non numerato), anche se si riuscirà ad arrivare al capolinea solo più tardi.

    Il “Decreto di approvazione dell’Estimo è datato 5/5/1795 e porta la firma del vicario Scipione Pippeschini: si tratta di un estimo geometrico particellare, composto da una parte cartografica e da una parte descrittiva consistente nell’elenco dei beni con relativa descrizione e da un campione dei proprietari (ASP, Fiumi e Fossi, f. 2772).

    In fondo all’atlante di Pietrasanta vi sono 2 piante aggiunte posteriormente e datate 1798, sempre opera del Mazzoni, con cui chiarisce una questione di terreni contesi fra la comunità di Pietrasanta e quella di Seravezza.

    Una pianta del Mazzoni, datata 11 dicembre 1797, venne allegata al Plantario delle strade di Seravezza, redatto da Francesco Angelo Folini nel 1783-84 (Boncompagni e Ulivieri, 2000, p. 110).

    Dopo questa data, ritroviamo la firma di Giovanni Nicola (in qualità di compilatore dell’estimo) in alcune perizie, redatte (per conto di proprietari terrieri locali) dal perito Patrizio Botti e datate 1801 (Bramanti, 2001, p. 103).

    Non conosciamo esattamente la data della sua morte che Bramanti (2001, p. 103) colloca fra il 1801 e il 1811, anno della morte di una figlia di Giovanni Nicola, Maddalena, di 15 anni. La giovane si trovava infatti in Pietrasanta, presso lo zio Giuseppe Francesco, essendo già deceduti il padre e la madre (ASCP, f. 421).

    In generale, al di là delle scarse notizie biografiche e, soprattutto, di quelle relative alla sua formazione, Giovanni Nicola appare, professionalmente, una figura di non grande spessore, sia tecnico che grafico, che vive forse un po’ all’ombra del padre (Bramanti, 2001, p. 103).

    Produzione cartografica

    Pianta della popolazione soggetta alla Pieve di S. Giovanni e Felicita in Val di Castello nella respettiva sua situazione rimasta per la divisione da ella della nuova Cura di Capezzano seguita in quest’anno 1786, 1786 (è conservata tra i documenti della visita granducale nel Pietrasantino del giugno 1786) (SUAP, RAT Petr Leopold ms. 35, c. 203r) (Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 98);

    Pianta del litorale di Pietrasanta con la strada da Motrone alla spiaggia, 28 gennaio 1786 (ASF, Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche. Fabbriche Lorenesi, 1999, fasc. 870);

    Pianta del Forte di Porta [a Pietrasanta], 6 dficembre 1787 (ASF, Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche. Fabbrioche Granducali, 2003, fasc. 71);

    Mappa della città di Pietrasanta, 29 gennaio 1791 (APBP, c.n.n.);

    Plantario originale Estimo Comunità di Pietrrasanta, 1792 (ASLu, Catasto Mazzoni, registro non numerato);

    Pianta di tre Poderi della Macchia Comunitativa di n. 11, 12 e 13, 1793 (ASCP, c.n.n.);

    Dimostrazione di una parte della Comunità di Pietrasanta delineata da me G. N. M. per conoscere la situazione di alcuni Comunelli, 15 maggio 1795 (ASCP, c.n.n.);

    Circondario della Macchia di Marina detta lo Stipeto, Tremajola, Motrone e Giuncaje, 1795, copia con riduzione dall’originale di Marco Pisani “esistente in questa Cancelleria di Pietrasanta” (ASCP, c.n.n.);

    Pianta della strada di Giustagnana, 11 dicembre 1797, in Campione delle Strade della Comunità di Seravezza (Francesco Angelo Folini, 1783-84) (ASCSe, Plantario Folini, c. 14).

    Riferimenti bibliografici e archivistici

    Santini, 1964, vol. 7; Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 98;Boncompagni e Ulivieri, 2000, pp. 110 e 126; Nepi e Mazzei, a cura di, 2001, pp. 47, 59 e 62; Bramanti, 2001, passim; ASF, Segreteria di Finanze. Affari prima del 1788; ASF, Piante dei Capitani di Parte, Carte sciolte; ASLu, Catasto Mazzoni; ASP, Fiumi e Fossi; SUAP, RAT Petr Leopold; ASCP; BCGCP.

    Anna Guarducci

Imago Tusciae
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