Giuseppe Manetti, architetto e ingegnere, padre del più conosciuto Alessandro, nasce a Firenze il 16 novembre 1762 e svolge i suoi primi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida dell’architetto Gaspero Maria Paoletti (1727-1813). Grazie ai suoi meriti scolastici nel 1784 vince un premio per perfezionare i suoi studi a Roma; di questo suo soggiorno e di un possibile viaggio effettuato nel meridione d’Italia, sino alla Sicilia, sono testimonianza i molti disegni, che riguardano monumenti romani, alcune chiese napoletane, il porto di Messina, la piazza dell’Obelisco di Catania e il teatro di Taormina (AAADF, cart. Composizioni dell’Architetto Giuseppe Manetti). La sua buona preparazione e le sue capacità di progettista gli sono riconosciute quando nel 1788 è eletto Accademico Professore dell’Accademia fiorentina, dove dal 1808 è nominato Maestro d’Architettura.
Nel 1786, appena ventiquattrenne riceve l’incarico di costruire il Casino granducale delle Cascine dell’Isola e di trasformare la fattoria in un parco paesaggistico; nell’ambito di questo lavoro esegue, nel 1789, un cabreo, in cui delinea la pianta degli appezzamenti di terreno delle Cascine messi a coltura, che si propone anche come interessante documentazione dei tipi delle case coloniche, per le quali sono indicate le opere di restauro, di ampliamento e di nuova costruzione proposte (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 683). Nell’ambito di questo attività va visto l’interesse dimostrato in relazione ai colori da usare per le architetture da inserire in parchi e giardini (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 1507, a. 127, Relazione 1792).
Negli anni successivi svolge la sua attività nell’ambito dello Scrittoio delle Regie Possessioni e della Religione di S. Stefano, divenendo nel 1799 architetto dell’Opera di S. Maria del Fiore.
Professionalmente impegnato nella progettazione del Nuovo Bagno del Rinfresco a Montecatini (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 2563), si occupa fra il 1791 e il 1792 dell’adeguamento degli ingressi alla Villa di Poggio a Caiano, mentre nel 1793, nell’ambito della bonifica della Valdichiana, stila il progetto di una casa rurale tipo (ASF, Miscellanea di piante, n. 72).
Fra gli architetti attivi alla fine del Settecento, Giuseppe è più di altri impegnato nella realizzazione di apparati effimeri, improntati al nuovo gusto neoclassico; a lui si devono fra l’altro l’allestimento delle feste alle Cascine organizzate nel 1787 e 1791, gli addobbi per S. Maria del Fiore e l’erezione dell’albero della libertà in Piazza della Signoria nel 1799.
Sviluppa un crescente interesse per l’architettura del verde, interessandosi, oltre che delle Cascine dell’Isola e del parco della villa di Pratolino (ASF, Segreteria di Gabinetto, f. 150/5, Relazione 1798), anche dell’esecuzione di alcuni significativi giardini privati fiorentini, fra cui la insolita passeggiata lungo l’Arno realizzata nel 1803 per il Conte Alfredo, scomparsa per l’apertura del nuovo Lungarno (ASF, Carte Serristori, f. 1174). Su richiesta della granduchessa Elisa Baciocchi, nel 1810 disegna due diverse ipotesi per la costruzione di un “giardino moderno” annesso alla villa di Poggio Imperiale, 1810 (GDSU, 6297A, 6298), mentre successivamente è nuovamente impegnato a Poggio a Caiano, dove progetta la ristrutturazione del parco, con la sistemazione degli impianti stradali e la realizzazione di un avveniristico ponte in ferro sull’Ombrone (AMFCE, Relazione e piante di progetto di un nuovo ponte da costruirsi sull’Ombrone a Poggio a Caiano, anno1812). Del suo interesse per questa parte della progettazione sono testimonianza i disegni conservati in AAADF, che si riferiscono a particolari di arredo di giardini o parchi.
Nel 1808 da alle stampe lo Studio degli ordini di Architettura, in cui riproduce tavole di Vignola, Palladio, Scamozzi, le Grand e Stuart.
Tra Sette e Ottocento, con il canonico Francesco Puccinelli, svolse una ispezione nel comprensorio di Bientina per studiare progetti di bonifica di cui Vittorio Fossombroni, con il Parere sulle acque di Bientina del 30 giugno 1802 (AAADF, Fondo Manetti, Cat. E.12, ins. 1), formulò parere favorevole all’idea dell’essiccazione della zona umida mediante il canale sottopassante l’Arno secondo il progetto Fantoni (Bencivenni, 1984, pp. 82-83).
In relazione all’apertura della strada per l’Adriatico, nel 1810 redige un progetto per l’allargamento della via esistente fra Porta S. Giusto e il Corso ad Arezzo (ASA, Piante sciolte del Comune 26), mentre, con il pittore Pietro Benvenuti, l’incisore di pietre dure Santarelli e l’architetto Giuseppe Cacialli, fa parte nel 1813 della commissione incaricata di redigere uno dei progetti per il grandioso monumento a Napoleone da innalzarsi sul Moncenisio.
Dopo la restaurazione, Giuseppe Manetti è solo parzialmente coinvolto nel riordinamento degli uffici dell’amministrazione statale che prevede l’allontanamento dei funzionari più compromessi; nel 1814 viene infatti nominato architetto dello Scrittoio delle Regie Fabbriche, carica che ricopre fino alla sua morte avvenuta il 12 febbraio 1817.
Negli ultimi anni della sua attività si occupa, fra l’altro, dei restauri alla pescaia dell’Arno e al callone di Castelfranco di Sotto e dei lavori occorrenti al Palazzo dei Conti da Montauto ad Arezzo per stabilirvi gli uffici della Dogana (ASF, Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche. Fabbriche Lorenesi, f. 2060, gennaio1817). Alcuni disegni relativi a impegni minori sono conservati fra gli incartamenti dello Scrittoio (ASF, Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche. Fabbriche Lorenesi, ff. 2052, 2055 e 2058).
Fra i lavori cartografici da lui eseguiti è inoltre da rammentare la serie di quattro carte relative ad alcuni appezzamenti di terreno di proprietà della chiesa di S. Cristina a Monte Firidolfi, redatte nel 1804 insieme a Stefano Diletti, in cui Manetti dà esatta indicazione delle colture e usa con sapienza lo sfumo per la rappresentazione dei rilievi (ASF, Miscellanea di piante, nn. 600-604).
Produzione cartografica
Cabreo della fattoria granducale delle Cascine dell’Isola (Firenze), con piante dei coltivi, dei poderi e degli edifici rurali, 1789 (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 683);
Pianta del Nuovo Bagno del Rinfresco a Montecatini, 1790 circa (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 2563);
Piante di nuove case rurali per la Valdichiana, 1793 (ASF, Miscellanea di piante, n. 72);
Quattro piante di appezzamenti di terreno di proprietà della chiesa di S. Cristina a Monte Firidolfi, con Stefano Diletti, 1804 (ASF, Miscellanea di piante, nn. 600-604);
Disegni con ipotesi per la costruzione di un “giardino moderno” annesso alla villa di Poggio Imperiale, 1810 (GDSU, 6297A, 6298);
Disegni e vedute di monumenti e scorci urbani italiani, di giardini e parchi fiorentini, fine del XVIII secolo-inizio del XIX secolo (AAADF, cart. Composizioni dell’Architetto Giuseppe Manetti);
Piante del parco, di viali e del ponte in ferro sull’Ombrone (AMFCE, Relazione e piante di progetto di un nuovo ponte da costruirsi sull’Ombrone a Poggio a Caiano, anno1812);
Progetto per l’allargamento della via fra Porta S. Giusto e il Corso ad Arezzo, 1812 (ASA, Piante sciolte del Comune 26).
Riferimenti bibliografici e archivistici
Cresti, 1984; Zangheri, 1984, pp. 15-20 e 38-45; Bencivenni, 1984, pp. 82-83; Orefice, 2002; Orefice, 2005; Zangheri, 1996, pp. 21, 45, 153,160,161,163 e175; ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni; ASF, Miscellanea di piante; ASF, Segreteria di Gabinetto; ASF, Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche. Fabbriche Lorenesi; ASF, Carte Serristori; GDSU; AAADF; AMFCE; ASA, Piante sciolte del Comune.
Gabriella Orefice