Senese, figlio di Antonio, Bernardino Tozzetti operò a lungo come ingegnere e architetto sempre a Siena e negli immediati dintorni, collaborando sia con gli apparati statali, sia esercitando la libera professione.
E’ autore del cabreo della Tenuta di Monteantico del Seminario di S. Giorgio, eseguito nel 1777 (Bonelli Conenna e Pacini, 2000, pp. 14-15, 72, 77 e 84).
Tra il 1780 e il 1785 eseguì gli estimi delle comunità di S. Quirico d’Orcia e Chiusi, coadiuvato dal perito agrimensore Antonio Faleri, definito dal Tozzetti stesso “capace non tanto nelle operazioni di Campagna, quanto anche nei conteggi a Tavolino”, e lavoratore instancabile che “fatica volentieri”; lavorarono per lui anche i misuratori Remigio Bellugi e Bartolomeo Ristori (per S. Quirico) e Gio. Domenico Mocenni, Francesco Zuinza e Giorgio Minucci (per Chiusi) e gli stimatori Francesco Rigacci (perito agrimensore che diventerà poi ingegnere) e Francesco Mannucci (perito agrimensore) (ASS, Quattro Conservatori, ff. 1745-1746, passim; ASS, Catasto di Sarteano, ff. 320-328; ASS, Catasto di Montepulciano, ff. 576-577 e 878).
Il plantario dell’Estimario di S. Quirico è riunito in un atlante con copertina rigida rilegato in pelle di grande formato (circa 100×80 cm), composto da 31 fogli, con 29 mappe catastali e due pagine bianche. Ogni mappa (“Matrice”) in scala 1:.2000 è numerata popolo per popolo e riporta, oltre al disegno, solo l’indicazione del Popolo, il numero (“Matrice” I, II, ecc.) e l’orientamento con il nord in alto. Si tratta di un catasto geometrico-particellare, con le particelle numerate progressivamente sempre popolo per popolo.
Il disegno delle mappe è molto accurato, sono indicati le planimetrie di terreni ed edifici (in rosso chiaro), le strade (con classiche strisce marrone chiaro), i corsi d’acqua (con strisce azzurre, ad eccezione dell’Orcia che è reso in scala molto più grande e disegnato con particolare cura, con sfumature di colore e indicazione di particolari come steccaie, sassaie e isole).
Il plantario di Chiusi (in ASCC, Palazzo delle Logge, materiale non inventariato), che in origine era stato eseguito in maniera identica a quello di S. Quirico, oggi è composto da una serie di piante sciolte, poiché la raccolta non è più completa; in realtà dovrebbe essere formato da 51 piante ma ne mancano 13.
Negli anni ’20 del XIX secolo il Tozzetti collaborò con Serafino Belli, Ispettore del Catasto nel Senese, lavorando alle operazioni catastali nella Comunità di Cortona: sotto di lui troviamo tre aiutanti, fra cui Antonio Marchettini (senese domicialiato nel 1828 a Firenze) (ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade, ff. 1-2).
Produzione cartografica
Cabreo di Monteantico del Seminario di S. Giorgio, 1777 (BCS, Ms. E. I. 21);
Plantario della Comunità di S. Quirico d’Orcia, 1780-1784 (ASS, Catasto di Montepulciano, f. 878);
Plantario della Comunità di Chiusi, 1781-1785 (ASCC).
Riferimenti bibliografici e archivistici
Bonelli Conenna e Pacini, 2000, pp. 14-15, 72, 77 e 84; ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade; ASS, Quattro Conservatori; ASS, Catasto di Montepulciano; ASS, Catasto di Sarteano; BCS.
Anna Guarducci